Sulla rivista Jama Network Open è stato pubblicato uno studio della University of North Carolina circa l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle fasce giovani della popolazione.
Studiando i dispositivi di 6.488 partecipanti di età compresa tra i 4 e i 17 anni, sui quali i genitori avevano installato una app di parental control per monitorarne l’uso, è emerso che quasi 2.072 bambini e giovani hanno usato app di intelligenza artificiale generativa come ChatGPT.
L’uso è apparso più elevato tra gli adolescenti di 13-14 anni (42%) e tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 17 anni (50,4%).
Ma non solo: l’uso dell’intelligenza artificiale è comune anche nel 20,5% dei preadolescenti (10-12 anni) e nel 9,4% dei bambini in età scolare (8-9 anni).
Gli utenti più assidui accedono alle app di intelligenza artificiale per oltre 40 minuti al giorno e nello studio ci si chiede quali potrebbero essere in futuro gli impatti sullo sviluppo dei giovani.
Lo scorso anno un’indagine condotta da Generazioni Connesse (Safer Centre Italiano coordinato dal ministero dell’istruzione e del merito), Scuola.net, Università degli Studi di Firenze e Sapienza Università di Roma, aveva fotografato lo stretto rapporto tra i giovani e l’intelligenza artificiale.
Nello specifico era emerso che l’84% degli studenti delle scuole secondarie utilizzava l’intelligenza artificiale per creare contenuti di vario genere, anche in ambito didattico.
