Il Paese si spopola, chi resta diventerà sempre più anziano e i figli diminuiranno: questa è la foto dell’Istat per i prossimi decenni.
Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica nel 2050 in Italia ci saranno oltre 4milioni di residenti in meno e il rapporto tra individui in età lavorativa (ovvero di età compresa tra i 15 e i 64 anni) e individui in età non lavorativa (0-14 e over 64) passerà da circa 3 a 2 a circa 1 a 1.
A essere colpito maggiormente dal fenomeno di inverno demografico sarà soprattutto il sud, dove il processo di invecchiamento sarà molto più rapido.
Già tra il 2014 e il 2023 il Paese ha perso circa 1milione e 350mila residenti e le previsioni dell’Istat contemplano un ulteriore calo di 439mila individui entro il 2030: lo scenario non riguarderà solo l’aspetto demografico, ma avrà ovviamente ripercussioni anche su fattori economici e sociali.
Ad aumentare saranno paradossalmente le famiglie, da 26 milioni nel 2023 a quasi 27 milioni nel 2043, ma si tratta di famiglie sempre più piccole, contraddistinte da una relazione di coppia o di tipo genitore anziano e figlio adulto, senza prole, o addirittura di single.
L’aumento dell’instabilità coniugale in seguito al maggior numero di scioglimenti di legami di coppia, determinerà un aumento di individui soli o di monogenitori.
