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Italia, Paese di single

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I single superano le coppie con figli e a decretarlo, con dati alla mano, è l’Istat nel suo ultimo rapporto annuale, dove si precisa che i single rappresentano il 33,2% degli italiani e le famiglie il 31,2%.

Le cosiddette famiglie unipersonali sarebbero cresciute di quasi 10 punti rispetto al periodo 2001-2002, per un totale di 8.364.000 individui di cui 3.331.000 single per scelta, 3.089.000 vedovi e vedove, e 1.950.000 separati; il fenomeno è più accentuato nell’Italia nord ovest, dove le famiglie unipersonali rappresentano il 35,2% e il 35% del totale delle famiglie, mentre al sud sono il 29,9%.

La fotografia dell’Istat riprende altri dettagli, come l’età: poco più di una persona sola su due ha meno di 65 anni, e se sotto i 45 anni sono più gli uomini soli per scelta, sopra i 65 anni le donne sono al 5% rispetto agli uomini, che rappresentano il 3%.

Essere single oggi, che sia per scelta o per cause imposte, non è così facile, poiché vivere da soli è decisamente più costoso, come sottolinea la società di consulenza finanziaria Moneyfarm che ha calcolato che un single spende ogni mese 571 euro in più rispetto a una semplice coppia, dove si presuppone che le spese vengano divise a metà.

Ma non solo: per vivere in due non serve un appartamento molto più grande di quello che occuperebbe un single ed è inevitabile che il costo di gestione di un’abitazione pesi molto di più su una persona che vive da sola rispetto a due persone che condividono bollette e affitto.

Non va meglio al supermercato, dove il costo al chilo in genere aumenta al diminuire della quantità acquistata, quindi chi vive solo spende secondo i dati 304 euro al mese contro i 236 a testa di chi convive.

L’unica voce a non cambiare è quella relativa alle spese indivisibili ovvero legate alla persona, come i trasporti e le spese personali, che nel caso dei single sono superiori di “appena” il 17%.

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