Secondi l’ultimo report dell’Osservatorio Cyber Crif (Centrale Rischi Finanziari), l’Italia risulta il terzo Paese al mondo per account rubati da attacchi malware infostealer e sesto per email compromesse.
Come inizia di solito un attacco di phishing?
Tutti bene o male abbiamo ricevuto un messaggio di posta con oggetto “conto bloccato per accessi sospetti” o “pacco fermo alla dogana”: è sufficiente un click distratto o una curiosità impellente, per installare a propria insaputa un malware capace di rubare in maniera silenziosa ogni nostra informazione presente sul dispositivo.
E non si tratta solo di indirizzi email e password: gli hacker ormai incrociano più dati ottenendo informazioni preziose.
Un numero di telefono associato a un indirizzo di posta elettronica, dà loro modo di creare un’identità digitale utilizzabile per nuove truffe.
Senza considerare che la mole enorme di informazioni rubate alimenta un mercato clandestino dove i dati sensibili vengono venduti, scambiati o utilizzati per colpire ancora le stesse vittime.
