Ci sono settori chiave nel mercato del lavoro italiano che non esisterebbero più se non ci fossero i lavoratori stranieri.
Un report della Cgia di Mestre (Associazione Artigiani e Piccole Imprese) sul 2025, realizzato con dati del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, stima circa 1 milione e 360mila ingressi di lavoratori immigrati nel mercato del lavoro, pari al 23,4% del totale delle assunzioni.
Il dato esprime un aumento significativo rispetto al periodo pre pandemia, con una crescita del 139% a partire dal 2017 a oggi, ma soprattutto evidenzia come alcuni settori esistano ancora grazie alla presenza di lavoratori stranieri, diventati ormai colonna portante del mercato del lavoro.
A beneficiare dei lavoratori stranieri è soprattutto il settore dell’agricoltura, con quasi la metà delle nuove assunzioni di immigrati (42,9%): qui la manodopera straniera è fondamentale per garantire l’attività.
A seguire il settore della manifattura tessile-abbigliamento-calzature (simbolo per eccellenza del made in Italy dove il 41,8% della forza lavoro è straniera) e quello delle costruzioni, con il 33,6% di nuovi ingressi non è italiano.
Il settore della pulizia e della logistica seguono con un 26,7% di forza lavoro straniera, mentre il 24,8% è del settore turismo e ristorazione.
Il picco di assunzioni si registra proprio in quest’ultimo settore, con un ingresso di oltre 231mila immigrati tra cuochi, camerieri, lavapiatti e addetti alle pulizie.
Il settore non è il solo elemento discriminante: anche la territorialità si rivela essere punto sensibile.
La regione con la più alta percentuale di lavoratori immigrati tra le nuove assunzioni è il Trentino Alto Adige (nel 2025 gli stranieri nuovi assunti sono stati il 31,5%), seguito da Emilia Romagna con il 30,6% e la Lombardia con il 29,2%.
Sono tutte regioni con un tessuto produttivo molto sviluppato e articolato, in special modo nella manifatture e nei servizi, che innalzano la domanda di manodopera.
Esiste però una provincia in Italia dove la percentuale dei nuovi assunti stranieri supera quella degli italiani ed è Prato, in Toscana, dove più di un lavoratore su due che viene assunto è straniero (55,5%).
Seguono Gorizia, Piacenza, Matera e Bolzano con percentuali che vanno dal 39,7% per le prime due e del 36,4% e del 35,1% per le seguenti.
Il numero totale degli extracomunitari lavoratori dipendenti in Italia, secondo la Fondazione Leone Moressa, è di 2,2 milioni, ai quali si aggiungono centinaia di migliaia di lavoratori europei come ad esempio i rumeni.
