Italia, un Paese sempre più povero, anziano, disilluso dalla politica, schiacciato da un debito pubblico che non ha precedenti nella storia, ma che risponde con una vita sessuale e affettiva molto intensa.
Questo il quadro presentato dal Censis in un rapporto che, manco a dirlo, ha intitolato con “L’Italia nell’età selvaggia, del ferro e del fuoco”.
Chi ha letto il rapporto numero 59 dell’istituto di ricerca si è trovato di fronte a una sorta di romanzo dai toni apocalittici, dove si parla di predatori e prede, di paure ancestrali, di risorgenti fantasmi ideologici, insomma, in breve, di età selvaggia.
Ma i dati sono dati e quello economico, da leggersi come il Debito dei secoli, non solo pesa sulle vite degli italiani, ma secondo le previsioni darà grandi preoccupazioni ad almeno due generazioni a seguire.
E a tal proposito si apre un altro macro tema alla cui urgenza ci siamo bene o male assuefatti: il calo demografico.
Sì, perché l’Italia è ormai un Paese di vecchi, un fatto che si ripercuote inevitabilmente su pensioni, spese sanitarie e futuro incerto.
In mezzo a numeri sconfortanti (il 62% degli italiani ritiene che l’Unione europea non abbia ruolo decisivo sullo scacchiere mondiale, il 55% è convinto che la spinta al progresso si sia spostata in Cina e India, il 39% che i dibattiti tra i big del pianeta si risolvano solo mediante conflitti armati), resta la reazione nazionale.
Una reazione forte, che strappa un sorriso, che ci riporta con i piedi per terra.
Tutti, tra donne, uomini, ragazze e ragazzi, reagiscono facendo sesso, pervasi da “un edonismo liberato dalle antiche censure” (una libertà che troppo spesso sembra più vestito che sostanza, ma pazienza).
Ebbene sì, a finire sotto la lente d’ingrandimento del Censis è anche il sesso, praticato frequentemente tra persone dai 18 ai 60 anni, con rapporti di due o tre volte alla settimana per il 29,9% e del 27,3% per una regolarità settimanale.
Capitolo dopo capitolo, passando dalle angosce (ragionevoli) del ceto medio, pilastro della società italiana impoverito e disilluso, che non fa più figli o quasi, alle descrizioni puntuali e un po’ chirurgiche dei giochi erotici più diffusi, si arriva all’argomento cultura, non senza timore.
Del resto negli ultimi 20 anni la spesa per la cultura delle famiglie italiane si è ridotta del 34,6%.
Di contro, con uno sconvolgente +723,3%, è aumentata la spesa per smartphone e computer.
Buongiorno Italia, benvenuta nell’età selvaggia, del ferro e (vivaiddio) del fuoco.
