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20 Settembre 2019

La coda del mio cane è morta: aiuto!

Fortunatamente non capita così frequentemente, ma quando succede arriva immediatamente il panico: la sindrome della coda morta o fredda spaventa chiunque.

Ma di cosa si tratta e perché molti cani ne soffrono?

Riconoscerla è facilissimo, visto che la sindrome provoca un’assenza improvvisa di movimento della coda e il cane che ne è colpito non solo smette ovviamente di scodinzolare, ma spesso prova un dolore intenso se viene toccato o addirittura sfiorato nella zona.

Un tempo questa patologia colpiva solo i cani cosiddetti da lavoro, come i Labrador, i Beagle, i Golden Retriever, i Terranova, ma oggi si è estesa a tutte le razze, indipendentemente dalla loro età o dal loro sesso.

Le cause sono ancora oggetto di dibattito, si suppone che a giocare un ruolo scatenante siano le temperature molto basse e un’intensa e prolungata attività del cane al freddo (in mezzo alla neve o dentro a un fiume o a un lago gelidi), ma realmente non si ha la certezza che queste condizioni provochino la sindrome della coda morta, visto che in diverse occasioni a esserne colpiti sono stati cani disidratati ed esposti a temperature troppo elevate.

Quel che è certo è che la patologia non riguarda le ossa bensì i muscoli sollevatori posti alla base della coda, che, irrigiditi per il troppo freddo o il troppo caldo o addirittura per una eccessivamente intensa attività fisica, smettono semplicemente di funzionare.

Come si cura?

Essendo l’origine della patologia pressoché sconosciuta, non esiste una cura specifica bensì una serie di consigli che portano alla guarigione naturale in maniera più celere, come il riposo assoluto, molte attenzioni e coccole e, solo in caso di dolore acuto, farmaci antinfiammatori prescritti dal veterinario.

In genere il cane, oltre al dolore se toccato e alla coda perennemente abbassata, non smette di mangiare o di giocare, e dopo una settimana o una decina di giorni, riprende a scodinzolare come se nulla fosse accaduto.

La sindrome della coda morta ha tratto in inganno parecchi umani che, in preda al panico, sono corsi dal veterinario pensando alle più svariate tragedie (sta morendo? È l’inizio di una paralisi? È un ictus? Gli cadrà la coda?).

Esiste un modo per prevenirla?

Gli esperti consigliano di asciugare sempre molto bene il cane se ha giocato nell’acqua o se è stato sotto alla pioggia, in modo da evitare pericolosi ristagni soprattutto nella zona della coda, e di evitare prolungate permanenze in mezzo a neve o ghiaccio, anche perché la sindrome, una volta fatta la sua comparsa, può ripresentarsi come recidiva.

Non sono toccati da questo problema i cani senza coda, che, sappiatelo, esistono in natura, ovvero senza che l’uomo intervenga con il bisturi, come il Bovaro delle Fiandre, l’Epagneul Breton, il Pastore Australiano, il Bracco del Bourbonnais, etc.

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