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12 Novembre 2019

La displasia dell’anca: paurissima!

Fino a quando il cucciolo dorme, gioca, mangia e ci fa pure i dispetti, siamo ben lontani dal pensare che da un momento all’altro possa insorgere qualcosa di brutto che ne mini la salute, qualcosa dal nome difficile ma dal significato terribile, come la displasia dell’anca.

Innanzitutto cos’è?

La displasia dell’anca è genetica e non congenita, questo significa che il cane nasce con un’articolazione assolutamente normale, che poi degenera con la crescita: in breve l’articolazione coxofemorale, ovvero quella tra la testa del femore e la cavità del bacino, si sviluppa in maniera anomala, impedendo una corretta unione tra le parti e uno scorrimento agevole.

Insomma: avete presente un ingranaggio? Ecco, se le loro parti non combaciano perfettamente, i denti dell’ingranaggio prima o poi si consumeranno.

Ma se in questo caso il problema non provocherà dolore, nel caso della displasia avverrà una lussazione della testa del femore e una degenerazione progressiva di tutta l’articolazione, fino ad arrivare ad artrosi talmente dolorose da costringere il cane a rimanere immobile.

Un quadro ovviamente terrificante ma che oggi si può cambiare in meglio, se si conosce il problema e si interviene per tempo.

Va detto che non tutti i cani sono predisposti alla displasia dell’anca, bensì vi sono alcune razze, come il Bovaro del Bernese, il Rottweiler, il Bullmastiff, il San Bernardo, il Dogue de Bordeaux, il Labrador, i molossoidi in generale, l’Alano, il Terranova, e tutti quei cani di taglia grande e gigante che crescono tanto in poco tempo e quindi sono soggetti a sviluppare la patologia.

Quando il cane inizia a zoppicare, è già abbastanza tardi, visto che già i primi sintomi, se osservati con attenzione, sono visibili a partire dei 4-5 mesi di età.

Avete per caso un cucciolone che mostra rigidità di movimenti quando si alza (e lo fa con fatica), si muove in maniera anomala, corre come un coniglio (con le zampe posteriori unite) o emette misteriosi crepitii (schiocchi) nelle articolazioni quando si siede?

Ecco, questo è il momento di sottoporlo ad una accurata visita radiologica (in sedazione), che porterà alla luce eventuali inizi di displasia.

A seconda della gravità il veterinario consiglierà o una terapia conservativa (volta cioè a non peggiorare la situazione e costituita da esercizi riabilitativi e correttivi, alimentazione calibrata e massaggi, ginnastica in acqua per rafforzare dolcemente la muscolatura) oppure un intervento chirurgico che andrà a correggere definitivamente il problema o a ridurlo notevolmente (mediante l’inserimento di protesi).

Quindi: paurissima della displasia dell’anca, ma non perdiamo la testa.

Osserviamo il nostro cucciolo, soppesiamo ogni suo movimento e, nel dubbio, una lastra.

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