A proteggerci dalle persone che hanno atteggiamenti ostili che ci feriscono e da quelle che si dimostrano insofferenti nei nostri confronti, ci pensa il nostro cervello.
L’incredibile scoperta emersa da una ricerca realizzata dalla fondazione Giancarlo Quarta Onlus di Milano, ha un fondamento neurobiologico molto solido che si identifica in quel senso di malessere e di disagio che ci assale quando incontriamo una persona minacciosa: in breve è un po’ come se il nostro cervello ci mettesse in guardia dallo stronzo di turno.
Attivando specifiche aree appartenenti sia alla sfera emotiva che a quella cognitiva e motoria, il cervello si prepara istintivamente alla fuga o all’attacco, ma sta a noi comprendere che quella sensazione che ne deriva è legata al riconoscimento della minaccia.
Il meccanismo che mette in atto il cervello è lo stesso di quando si percepisce un dolore fisico, tanto che gli scienziati hanno affermato che parole e atteggiamenti ostili possono in un qualche modo ferirci anche fisicamente.
