Caro Babbo Natale non è l’inizio della tradizionale letterina da mettere sotto all’albero, bensì la rassegnata constatazione che quest’anno, il Natale, è davvero per pochi.
Con l’avvicinarsi delle feste e della fine dell’anno, non esiste settore che non abbia subito rincari notevoli e ingiustificati, come ad esempio quello dei biglietti aerei, con aumenti del 301% in più, e di tutti i trasporti in generale: sulla tratta ferroviaria Roma Reggio Calabria, tanto per fare un esempio, gli aumenti sono dell’84% per l’andata e addirittura del 191% per il ritorno. Non va meglio sulla Bari Bologna, con un +72%, e brutte sorprese anche per chi decide di spostarsi con i bus a lunga percorrenza: da Torino a Reggio Calabria si pagherà il 324% in più rispetto ai normali prezzi applicati (il che significa che un biglietto da 32,99 euro lo si pagherà 139,98 euro). Follia pura, giusto?
Insostenibili aumenti anche nei prodotti tipici di queste feste, come i regali, gli addobbi e le pietanze tipiche delle feste, ma, come precisa Federconsumatori nell’annuale report, gli italiani, pur in situazione di difficoltà, non rinunceranno del tutto a fare acquisti: regali sotto l’albero più contenuti e piatti tipici in minor quantità.
