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1 Settembre 2020

La strage dei gatti: orrore in Vietnam

Non solo quelli randagi, di nessuno, ma addirittura quelli che una famiglia ce l’hanno e alla quale vengono sottratti per poi essere rivenduti e massacrati.

Stando al rapporto di Four Paws & Change For Animals Foundation, ogni anno un milione di gatti in Vietnam finisce sulla tavola come ingrediente principale del piatto diventato, ahimè, il più famoso del paese, il Little Tiger.

Ed è proprio qui che il governo, che già aveva reso legale il consumo di carne di cane, agli inizi del 2020 ha pensato bene di promuovere anche quella di gatto, rispondendo così all’impennata di richieste per soddisfare le quali non basterebbero più gli allevamenti realizzati per tale scopo.

Avete letto bene: allevamenti di gatti da destinare alle cucine dei ristoranti.

I veterinari di Four Paws hanno così sottolineato come si sia registrato un aumento preoccupante di gatti domestici scomparsi misteriosamente e di testimonianze di persone che avrebbero visto nei ristoranti di tutto il Paese, gatti pronti per essere macellati provvisti ancora del collare.

Un’autentica barbarie che trova avvallo presso le autorità che, per interesse economico derivante da tangenti o addirittura perché consumatori loro stessi, pur accogliendo le varie denunce, non fanno nulla per fermare almeno i rapimenti.

Aberranti sarebbero infine le condizioni in cui i poveri gatti verrebbero tenuti e poi macellati.

In Vietnam per centinaia di anni il gatto ha avuto un ruolo fondamentale nelle famiglie, tenendo alla larga i roditori dai granai e dalle dispense, ma oggi è al centro di un commercio illegale di dimensioni sconvolgenti.

Al di là di spiegazioni legate a un passato di forte carestia, in realtà a prevalere è la credenza che il cibarsi di carne di gatto possa aumentare le difese immunitarie; credenza ovviamente non supportata da alcuna spiegazione scientifica, così come non esiste la dimostrazione del fatto che le ossa dei poveri felini siano davvero responsabili del sollievo da dolori artritici e reumatoidi.

Il gatto più ambito? Quello nero, venduto a prezzi elevati, usato addirittura come ingrediente per il vino fatto con il riso e per unguenti venduti come miracolosi.

I gatti, come i poveri cani di Yulin, vengono stipati in gabbie e sottoposti a sofferenze indicibili, tanto che molti di essi periscono dallo stress e dallo spavento.

E per quelli che sopravvivono a giorni di viaggio, gabbie, privazione di cibo e acqua, la fine non è certo migliore: nelle squallide cucine in cui verranno bolliti, vengono massacrati a martellate sulla testa fino a che non rimangono esanimi in pozze di sangue.

Il pelo viene rimosso con l’acqua bollente e destinato alla produzione di balsami e altre porcherie, mentre la carne, opportunamente svuotata delle viscere, viene cotta al momento o surgelata.

Non esistono parole per questi sconcertanti reportage, ma è ora che queste notizie invadano il web, affinché, con la sensibilizzazione, si possa agire per fermare una volta per tutte i vari Vietnam e Yulin di tutto il mondo.

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