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20 Ottobre 2020

L’ABC dell’abbaiare: quando è sano e quando non lo è

I gatti miagolano, le mucche muggiscono, gli umani parlano e i cani abbaiano: non fa una piega ma quando ognuno di questi essere viventi elencati eccede nelle sue manifestazioni canore (sì, umani inclusi), bisogna rendersi conto che qualcosa non va e occorre intervenire.

Nel caso del cane in particolare, l’eccessivo abbaiare può diventare un problema non solo per noi, ma ad esempio per i vicini che di certo non tarderanno a lamentarsi in maniera più o meno civile.

Il cane deve abbaiare, sia ben inteso, poiché è uno dei suoi modi per esprimere allerta e difendere il branco, per richiamare l’attenzione, per “litigare” con un simile, per segnalare un dolore o al contrario per esprimere incontenibile gioia.

In natura però il cane non abbaia continuamente, bensì solo se ne ha davvero bisogno.

Perché quindi i cani cosiddetti “domestici” abbaiano per ore e ore ininterrottamente?

Se lo fanno quando rimangono da soli, la risposta è ovvia: il cane lasciato tutta la giornata o diverse ore in casa da solo potrebbe soffrire di noia o di frustrazione, che esprime ovviamente abbaiando; nei casi più gravi subentra l’ansia da separazione e l’abbaio si trasforma in disperato ululato di dolore da abbandono.

Esistono poi casi in cui un cane con un livello di energia piuttosto elevato, se costretto all’inattività, inizia ad abbaiare ossessivamente per sfogarsi, così come ci sono quadrupedi particolarmente ansiosi che, al minimo rumore, attaccano lunghi discorsi.

Il segreto per porre rimedio a queste situazioni?

Innanzitutto bisogna ricordare che abbaiare per il cane significa comunicare e che l’unica cosa che lui può voler comunicare a noi umani è un’esigenza. Capire quell’esigenza è sicuramente la risoluzione.

Se il cane esce poco, non è abituato a stare da solo, non ha fatto almeno un’ora di esercizi fisici, di corse e di giochi, la colpa è solo nostra: dedichiamogli tempo, abituiamolo gradatamente a sopportare la nostra assenza, rassicurandolo che torneremo sempre da lui, e smetterà di abbaiare.

In particolare se dobbiamo assentarci per alcune ore, prima di andarcene portiamolo a fare una lunga passeggiata: per lui sarà molto più semplice starsene poi da solo, probabilmente dormirà per recuperare le energie e vi aspetterà in uno stato calmo e assertivo.

Diverso è il caso in cui il cane abbaia a ogni stimolo esterno, che sia il passaggio di un’auto o di una persona in strada, o il rumore di un aereo che passa: qui occorre correggere il suo comportamento con molta calma e pazienza. Uno shht o un tocco, un mettersi fisicamente tra lo stimolo (che sia la porta o la finestra o il giardino) e lui, tanto tempo a disposizione, e il peloso smetterà o diminuirà la sua eccitazione.

E per correggere gli umani che parlano o urlano troppo? Beh, in questo caso mettete dei tappi alle orecchie!

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