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L’happy hour nelle case di riposo diventa legge in Minnesota

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Sei nella fase finale della tua vita, non abiti più a casa tua ma in una casa di riposo, con ogni probabilità sei rimasto vedovo o vedova e ti vietano pure un bicchiere di vino per fare aperitivo?

Anita LeBrun, 82 anni, nonna di 5 nipoti e da anni residente in una casa di riposo, dopo aver scoperto che la struttura non poteva servirle nemmeno un mezzo calice di vino, ha iniziato la propria battaglia personale. Vincendola.

Il vino nella casa di riposo, in realtà, non era vietato ai residenti, bensì non poteva essere somministrato per mancanza della licenza necessaria.

Una situazione paradossale, secondo Anita, che si è fatta portavoce di una campagna senza precedenti per rendere legale l’alcol nelle residenze per anziani nello stato americano.

Si è presentata davanti ai legislatori del Minnesota per ben due volte, spiegando in maniera piuttosto esaustiva che servire un brindisi durante un aperitivo, una festa di compleanno o una ricorrenza, non avrebbe trasformato una casa di riposo in un pub.

Quello che ha chiesto Anita, semplicemente, è stato di rendere un po’ più normale la vita di chi ormai è verso la fine dei propri giorni.

Tanta è stata la determinazione e tanta l’ostinazione, che alla fine Anita ha convinto il Parlamento statale.

Con la nuova norma che è stata approvata, le case di cura e le strutture di assistenza del Minnesota (per ora) potranno servire bevande alcoliche ai residenti e ai loro ospiti e senza richiedere una costosa licenza permanente: sarà sufficiente informare le autorità per tempo.

La norma negli Stati Uniti è già stata chiamata simpaticamente Grandma Happy Hour Las, la legge dell’aperitivo della nonna.

Come giustamente osserva Anita, non è che diventando anziani si perda automaticamente il diritto a un brindisi, o no?

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