30 Gennaio 2026
Licenziata perché arriva presto sul lavoro
Lei si chiama Alicante ed è una giovane ex dipendente di un’azienda di consegne da cui è stata licenziata per il motivo più impensabile: arrivava troppo presto sul lavoro.
La lavoratrice arrivava infatti costantemente tra le 6.45 e le 7.00 del mattino, nonostante come da contratto l’ora di inizio indicata fosse le 7.30.
Arrivare prima, secondo il datore di lavoro, non era sinonimo di buona volontà: la presenza della lavoratrice non era affatto gradita in una fascia oraria in cui non vi erano compiti da svolgere.
Nonostante il primo richiamo ufficiale nel 2023, Alicante ha continuato tenacemente ad arrivare con largo anticipo.
Vista la cocciutaggine, il datore di lavoro decide di classificare tale comportamento come mancanza grave, disobbedienza, incapacità di seguire un orario e mancanza di fiducia, licenziando così Alicante.
La giovane, certa che la giustizia possa riconoscerle la bontà del suo comportamento, trascina il caso davanti al tribunale sociale, che però sorprendentemente dà ragione al datore di lavoro.
La puntualità, in questo caso, non era eccesso di zelo ma grave disobbedienza a una regola aziendale, infranta nonostante chiari e precisi avvertimenti.