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Licenziato perché rifiuta di lavorare il sabato. Il tribunale gli dà ragione.

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Era riuscito a trovare un lavoro come manovale edile, un incarico a tempo indeterminato con 40 ore a settimana dal lunedì al venerdì.

Ma dopo un mese dalla firma del contratto, la sorpresa: “qui comando io – gli ha precisato il datore di lavoro – qui il sabato si lavora. Tu non sei venuto sabato al lavoro, per me è finita. Non c’è più contratto, ti ho licenziato”.

Il giovane dipendente ha registrato ogni parola, ha impugnato il licenziamento e la registrazione è finita negli atti del procedimento al Tribunale civile di Firenze.

Il datore di lavoro si sarebbe difeso precisando che l’incarico era relativo a due cantieri di Firenze e Pistoia prossimi all’ultimazione e che quindi il rapporto di lavoro sarebbe terminato a breve.

Ma per il giudice civile Carlo Chiriaco la tesi difensiva dell’azienda era inapplicabile al caso: il contratto di lavoro sottoscritto parlava chiaramente di rapporto a tempo indeterminato e non legato all’urgenza di poche settimane.

Quindi il licenziamento è stato dichiarato dal giudice privo di causa, è stato annullato ed è stato ordinato un reintegro dell’operaio, con tanto di condanna all’impresa di pagare un risarcimento.

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