Presto tutti gli interessati riceveranno la notifica ma ormai è ufficiale: Meta sta per avviare l’addestramento dell’Intelligenza Artificiale utilizzando i contenuti pubblici degli utenti europei delle piattaforme social Facebook, Instagram, Threads e Whatsapp.
Cosa succederà nello specifico?
Intanto precisiamo cosa si intende per contenuti pubblici: tutti i post visibili a chiunque, quelli cioè accessibili a persone che non rientrano nella nostra cerchia di amici e di contatti.
Su Facebook ad esempio è possibile se rendere o meno un contenuto pubblico, visibile solo agli amici o esclusivamente a chi lo ha pubblicato. Sarà sufficiente in questo caso non renderlo pubblico affinché per Meta non sia accessibile per addestrare la propria intelligenza artificiale.
Fanno eccezione tutti quei contenuti che per loro natura sono pubblici, come la foto del profilo, il nome utente, la copertina di un account e i post condivisi nei gruppi, che sono invece utilizzabili da Meta.
Altro elemento importante: i contenuti sottoposti a questa direttiva sono solo quelli appartenenti a utenti maggiorenni, quindi Meta per nessun motivo potrà utilizzare i dati dei minori di 18 anni.
Saranno sfruttabili invece le conversazioni private tra utenti a Meta AI, il chatbot che ci risponde in modo simile a un essere umano, e questo riguarderà sia Facebook, che Instagram e Messenger.
Le conversazioni con l’IA di Whatsapp non saranno però utilizzate, così come i messaggi privati scambiati con amici e familiari.
Meta tiene a precisare che questa metodologia di addestramento non è nuova sotto il sole e nemmeno rappresenta una esclusiva europea: già Google e OpenAI impiegano da tempo i nostri dati per addestrare i loro sistemi di intelligenza artificiale.
Esiste ovviamente una possibilità di dissentire: tutte le notifiche che riceveremo conterranno un link a un modulo attraverso il quale tutti gli utenti potranno opporsi all’utilizzo dei propri dati.
