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15 Luglio 2019

Mi porto il peloso in ufficio, perché no?

Che ci crediate oppure no, la soddisfazione dei lavoratori che portano in ufficio il proprio peloso aumenta del 22%, stando ai risultati di uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Lincoln, in Gran Bretagna, che ha dimostrato come i benefici della scelta di un’azienda di diventare pet friendly siano assolutamente concreti ed evidenti.

E sfatando l’idea che un micio o un cane possano rubare attenzione alle mansioni lavorative, lo studio ha evidenziato che la concentrazione non solo rimane, ma aumenta del 34%!

Insomma, micio o cane in ufficio sono un toccasana per tutti e un incentivo a recarsi al lavoro con il sorriso sulla faccia; lo stesso peloso, coinvolto nella routine quotidiana del proprio umano e quindi non lasciato a casa da solo ad annoiarsi o a poltrire, risulta meno stressato e più propenso alla socializzazione.

Clima più disteso, riduzione dei momenti di tensione, e minor preoccupazione da parte dell’umano, sono gli aspetti che molte realtà anche italiane hanno seriamente valutato per aumentare la produttività: potreste stupirvi venendo a conoscenza che attualmente in Italia vi sono già tanti ambienti di lavoro pet friendly che vanno dal privato al pubblico, come softwarehouse, comuni, banche e persino aziende sanitarie.

A migliorare è anche l’immagine dell’azienda che, abbracciando una nuova filosofia lavorativa, spinge molte altre realtà a imitarla.

Del resto provate a pensarci: uscire di casa di corsa, con il pensiero di uno o più pelosi chiusi tra le mura domestiche e rientrare dopo 8-9 ore (bene che vada), per dedicarsi almeno per un’ora a passeggiate e giochi, è un modo di vivere il propio animale molto limitato.

Diversamente, con una buona organizzazione ed educazione, uscire portandosi il proprio micio o il proprio cane fa sentire meglio, la giornata trascorre più velocemente e senza ansie, e i nostri amici a quattro zampe possono godere sempre della nostra vicinanza, riducendo paure e, soprattutto, dispetti.

Quanti sono rientrati infatti alla sera trovando il finimondo?

In quel caso quello che il gatto o il cane hanno voluto comunicarci è: noia, risentimento per essere rimasti chiusi per ore e ore e bisogno di sfogare le energie.

Anche le pause pranzo diventano un modo per svagarsi: un panino veloce durante una passeggiata o meglio ancora in giardino aziendale a vedere scorrazzare il peloso, fa rientrare agli impegni quotidiani con una marcia in più.

Alla base di una sana convivenza, c’è ovviamente una serie di regole chiare da far rispettare a tutti: educazione, vaccini e igiene.

E si è tutti più contenti.

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