Il ministro dell’istruzione Valditara ha recentemente chiesto ai dirigenti scolastici di introdurre delle regole precise affinché gli studenti vengano coinvolti in mansioni relative alla cura degli spazi comuni.
In una lettera il ministro richiede espressamente che al termine delle lezioni gli studenti provvedano a pulire la propria aula, con l’obiettivo di sensibilizzarli alla cura e al decoro degli ambienti scolastici.
Del resto è noto che le aule delle scuole italiane spesso siano ridotte in condizioni indecorose, con scritte e incisioni sui banchi e sulle sedie, muri imbrattati, cartacce per terra e sotto ai banchi.
Ispirandosi al modello giapponese, secondo il quale la cura del contesto scolastico è affidato direttamente agli studenti, ma anche alle immagini dei tifosi giapponesi durante il Mondiale in Qatar intenti a ripulire le gradinate a ogni fine partita, Valditara spingerebbe per portare queste basilari regole di educazione civica nelle scuole italiane.
Meno teoria e più pratica, fa leva il ministro, puntualizzando che le occasioni concrete per mettere in pratica le lezioni di educazione fisica sono all’ordine del giorno.
La norma suggerita dal ministro non riguarderebbe solo l’aula, ma anche gli arredi, il materiale didattico, i laboratori, le palestre e ogni ambiente scolastico usato da più classi a rotazione.
In questo modo la responsabilità circa gli atti di vandalismo, che si sommano anno dopo anno nonostante l’impegno dei collaboratori scolastici a porvi rimedio, verrebbe spostata sugli stessi studenti.
