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Nasce la cabina telefonica Call a boomer, contro l’isolamento generazionale

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Lanciato dalla start up americana Matter Neuroscience, Call a boomer è un esperimento di neuroscienza che ha come obiettivo quello di combattere l’isolamento generazionale, avvicinando la generazione Z (i nati tra il 1997 e il 2012) e i cosiddetti boomer (i nati tra il 1946 e il 1964).

Fuori dalla Boston University è stata messa a disposizione di studenti e passanti una cabina telefonica (un oggetto decisamente boomer!) collegata a una casa di cura in Nevada, a oltre 4000 km di distanza.

Chiunque può quindi prendere il telefono e chiamare gli ospiti della casa di cura, accorciando così le distanze (e non solo geografiche) tra le nuove generazioni e quelle passate, che notoriamente soffrono più spesso di solitudine.

Il progetto si è sviluppato con l’acquisto iniziale delle cabine telefoniche, a cui sono stati sostituiti i vecchi telefoni con nuovi apparecchi dotati di tecnologia VOIP (connessi a internet), poi sono state interpellati i proprietari di casa disposti a consentire l’installazione delle cabine.

In questa fase sono emerse alcune difficoltà, visto che non sono stati numerosi coloro che si sono mostrati disposti a cedere uno spazio per l’esperimento, tuttavia la prima cabina è stata installata al di fuori della caffetteria Platform a Boston, molto frequentata dagli studenti.

Insieme alla cabina, poche e semplici regole: da un lato della cornetta ci deve essere un esponente della generazione Z che chiama dall’altro lato della cornetta un boomer, che a sua volta deve rispondere Hi Zoomer! (Ma in nessuna o quasi delle conversazioni registrate pare che gli anziani abbiano rispettato questa regola di saluto).

Definita la prima palestra delle emozioni al mondo, Matter Neuroscience dal 2023 è particolarmente attenta al fenomeno della solitudine, dimostrando con indagini e questionari che non solo gli adulti lamentano l’isolamento, ma anche gli studenti universitari.

È stato dimostrato che sentirsi soli ha conseguenze peggiori per la salute rispetto a non fare attività fisica o bere troppo o addirittura fumare 15 sigarette al giorno. Le conversazioni positive possono allungare la vita, diminuendo i livelli di cortisolo”.

Decisamente interessanti le dinamiche e il contenuto delle conversazioni tra gen Z e boomer registrate: l’argomento tempo atmosferico vince su tutti, forse per la sua capacità di rompere il ghiaccio e vincere l’imbarazzo, ma poi si approda ai cosa fai oggi?, quanti anni hai?, per arrivare a toccare livelli più profondi con domande tipo quella posta da una boomer: hai qualche consiglio per me, per comunicare meglio con la tua generazione? 

Risposta di una zoomer: credo che tutti debbano staccarsi dal telefono, uscire e incontrare gente.

La stessa domanda fatta da una rappresentante della gen z a una boomer ha ottenuto invece questa risposta: sorridere anche nel dolore, mostrare sempre un sorriso, anche quando sei arrabbiata, perché il sorriso arriva lontano.

Esperimento riuscito.

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