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27 Gennaio 2026

Nutria a tavola, la proposta del Veneto

Grigliata o in brodo, ma purché si mangi! A proporre la nutria nel piatto è il consigliere regionale del Veneto Stefano Valdegamberi ed è già polemica.

Del resto proporre in Italia, patria della cucina patrimonio Unesco, un roditore che conosciamo per  aver invaso gli argini dei canali procurando gravi danni all’agricoltura cibandosi di colture, rischi idrogeologici per le tane lunghe e profonde, nonché rischi sanitari in quanto portatore di malattie come la leptospirosi, pare effettivamente più una bestemmia che una proposta sensata.

E pure le motivazioni addotte lasciano tutti perplessi.

È come un grosso coniglio – suggerisce Valdegamberi – non è carne bianca, non va frollata e va preparata come si prepara il coniglio, quindi in umido, al forno e alla griglia”.

E ancora: “è un animale pulito, che si nutre di radici e bacche. La sua carne è poco grassa, salutare, migliore di quella processata e adatta alle diete”.

Ultimo ma non ultimo: sono invasive e quindi sono tante.

Benché non esistano dati ufficiali e precisi, si stima che le nutrie siano presenti su territorio italiano con numeri che arrivano a diversi milioni: in Lombardia si parla di oltre 2 milioni di esemplari, in Emilia Romagna mezzo milione, in Veneto oltre 100mila esemplari.

E se in varie parti del mondo, come Patagonia, Louisiana e Francia, è già una specialità gastronomica, perché non seguire l’esempio e introdurre la nutria nei nostri menu?

La mozione presentata dal Veneto prevede che la Regione chieda al Ministero della Salute il riconoscimento della nutria come carne idonea al consumo umano tramite un apposito decreto ministeriale.

Ma nessuno pare si sia preoccupato, al di là dell’idea in sé, della sicurezza per i consumatori, della tracciabilità delle carni e di come arriverebbe nei supermercati, visto che la nutria non rientra nelle specie che si possono cacciare.

Esistono dei precedenti: già nel 2018 Michel Marchi, sindaco del comune lombardo Gerre de’ Caprioli (Cremona), propose una soluzione per contenere la proliferazione delle nutrie, ovvero cucinarle e offrirle nelle sagre di paese.

La proposta in quel caso non ebbe alcun seguito.

Successivamente nel 2021 i Nas insieme ai carabinieri di Marmirolo (Lombardia), trovarono nei congelatori di un bar di San Brizio (provincia di Mantova) due nutrie surgelate accanto a tramezzini e contorni.

Il titolare venne sanzionato e denunciato, mentre il locale venne chiuso.

Insomma, nonostante lo chef Daniele Pivatello (Cerea, Verona) affermi che “quel che se moe, se magna” (quel che si muove, si mangia), la possibilità che la nutria finisca nei banchi frigo dei supermercati è ancora decisamente lontana.

#zoonews #lozoodi105

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