Per anni a montare mensole all’interno delle porte dei frigoriferi, assumendo posture scorrette, eseguendo movimenti ripetitivi per ore e ore, sviluppando dolori cronici importanti: questo in sintesi l’iter lavorativo di un’operaia di Electrolux Italia.
La donna, che dopo opportuni controlli medici è risultata affetta da tendinopatia bilaterale della cuffia dei rotatori e sindrome del tunnel carpale bilaterale, si è vista riconoscere un risarcimento dal Tribunale di Treviso, che ha accertato la responsabilità dell’azienda per malattia professionale.
Con sentenza emessa il 17 giugno scorso dal giudice del lavoro, è stato evidenziato che la ripetuta e protratta assunzione di postura degli arti superiori in elevazione e abduzione e l’applicazione della forza necessaria per afferrare, sollevare le mensole ed effettuare le operazioni di montaggio, hanno provocato nella lavoratrice patologie muscolo scheletriche.
Di contro i legali del colosso avevano contestato il collegamento con la mansione, suggerendo che le malattie della signora non sarebbero tipicamente lavorative.
Ma non è stato di questo avviso il giudice che, dando ragione alla lavoratrice, ha riconosciuto alla stessa un danno di 53.578,76 euro, oltre interessi e spese legali.
Una sentenza di grande soddisfazione, avrebbero commentato dalla Fiom Cgil, che rappresenta un punto di svolta significativo per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori Electrolux.
L’Inail aveva già riconosciuto alla lavoratrice la natura professionale di entrambe le patologie emerse dalle visite, ma la sentenza del giudice ha confermato e rafforzato i riconoscimenti, stabilendo così inequivocabilmente la responsabilità del datore di lavoro.
