Lo stabilisce la Cassazione, andando così a risolvere in parte uno dei motivi più frequenti di dissidi e liti condominiali o di vicinato.
Parcheggiare deliberatamente l’auto rendendo difficile o impossibile l’uscita dei veicoli dei vicini, si configura come reato di violenza privata, così come stabilito dalla quinta sezione penale della Corte di Cassazione.
La decisione arriva dopo che la stessa Cassazione ha respinto i ricorsi presentati da 4 imputati coinvolti in una vicenda di prolungato conflitto all’interno dell’area cortilizia utilizzata come parcheggio.
Gli imputati parcheggiavano i rispettivi veicoli impedendo l’uscita agevole delle auto di proprietà delle persone offese, costrette a effettuare manovre difficoltose o addirittura a spostare altre auto per poter uscire.
La condotta degli imputati è stata qualificata dai giudici come violenza privata, reato che si configura quando una persona viene costretta attraverso violenza o minaccia a tollerare un comportamento altrui che la priva della libertà di determinazione e di azione.
Come precisa la Cassazione riguardo al significato giuridico della violenza, non è necessario un contatto fisico né una minaccia pronunciata esplicitamente, bensì sono sufficienti pressioni e comportamenti attivi o passivi capaci di indurre la vittima a fare, tollerare oppure omettere qualcosa.
