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Parliamo con il culo!

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Quante volte e in quanti contesti usate la parola culo?

Provate a pensarci e vi stupirete!

Intanto la parola culo deriva dal greco kòilos, che significa vuoto, concavo ed è riferita ovviamente all’ano e alla sua caratteristica.

Qualche esempio dell’utilizzo di questa parola?

Ho avuto una gran botta di culo, ovvero ho avuto molta fortuna, pare che derivi dalla fortunosa spinta da dietro che permette di avanzare o di balzare in groppa a un cavallo (da cui essere a cavallo).

Ma anche: dove vai? Hai il fuoco al culo? In questo caso si usa parlando di qualcuno che ha una gran fretta o è molto agitato, mentre se si dice guarda quello, ha le pezze al culo, si intende ovviamente il suo stato di povertà.

Ma poi anche bocca a culo di gallina (per indicare un’espressione indignata o perplessa che fa stringere le labbra verosimilmente a culo di gallina, ovvero piene di pieghe), faccia da culo (variante avere la faccia come il culo, ovvero essere senza vergogna), leccaculo (o leccapiedi, disposto cioè a fare qualsiasi cosa per avere in cambio un vantaggio), farsi un culo così (variante del farsi un mazzo così, ovvero impegnarsi e lavorare tanto), fatto con il culo (riferito a qualcosa eseguito veramente male).

E vogliamo parlare di vieni qui, che ti faccio un culo così? Oppure di quei due sono culo e camicia?

E chiudiamo con dar via il culo (in senso anche figurato e riferito a chi si vende per un qualche vantaggio) che si trasforma in va a dar via il culo, contratto nell’intramontabile vaffanculo (dobbiamo spiegare anche questo?)

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