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Peni sempre più grandi, che non serviranno a nulla

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Secondo uno studio pubblicato da “The World Journal of Men’s Health”, la lunghezza media del pene, rispetto alle scorse generazioni, sarebbe aumentata di ben un quarto. Su un campione di oltre 55000 peni, la ricerca condotta tra il 1942 e il 2021, riporterebbe un aumento del membro maschile mediamente del 25 per cento della sua lunghezza (che si considerava normalmente intorno ai 15 cm in erezione).

Purtroppo non è una buona notizia per i maschietti, perché lo studio è nato per indagare il motivo della diminuita qualità dello sperma e della quantità di testosterone negli ultimi decenni.

L’urologo Dr Michael Eisenberg della Stanford Medicine, ha affermato che l’aumento del pene non sarebbe indicatore di maggiore capacità riproduttiva, bensì dell’anticipo della pubertà a causa dell’esposizione a contaminanti chimici e di una vita sempre più sedentaria. I tempi più lunghi dati da un minore atteggiamento focalizzato alla riproduzione, darebbero il tempo al corpo di crescere maggiormente, in tutte le sue componenti.

Si dovrà studiare a fondo il fenomeno, perché i cambiamenti dell’apparato riproduttore sono un inequivocabile segno di forti stravolgimenti nei meccanismi evolutivi di base.

I primi risultati sarebbero preoccupanti, perché l’aumento di infertilità, l’obesità, la vita sedentaria e la presenza di numerosi contaminanti chimici, potrebbero inserirci nella lista degli animali a rischio di estinzione.

Questa volta sembra che il danno lo stiamo perpetrando per l’animale di cui non potremmo mai (forse) fare a meno: noi stessi.

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