Un giorno da comparsa in una serie tv per 123 euro lordi ha fatto scatenare un contenzioso da almeno 93mila euro.
Protagonista dell’insolita vicenda è un pensionato del Trentino Alto Adige che ha accettato di fare la comparsa per un giorno di riprese della serie tv Brennero, dietro un compenso di 116,12 euro netti.
Un modo come un altro per restare attivi durante la pensione, per racimolare una seppur esigua somma e per provare almeno una volta il brivido della cinepresa.
Ma per l’Inps i conti non tornavano e così a distanza di 3 anni da quel giorno, contatta l’uomo chiedendo la restituzione dell’intera pensione percepita nel 2022, vale a dire 93mila euro lordi (59mila netti).
Un solo giorno da comparsa per l’Istituto era equiparabile a un vero lavoro subordinato di un anno, e quindi totalmente incompatibile con il trattamento pensionistico.
Sarebbe mancata poi la dovuta comunicazione dell’avvio dell’attività lavorativa (benché della durata di un giorno…).
Gli avvocati del pensionato hanno obiettato che la giornata da comparsa doveva essere considerata per quel che era, ovvero una mera attività occasionale e quindi non un impiego tale da dover giustificare la sospensione del trattamento pensionistico per 12 mesi.
Tesi confermata anche dalla Corte dei Conti di Bolzano che, pur riconoscendo la natura subordinata della prestazione e l’assenza di comunicazione all’Inps, ha sottolineato che un giorno sul set non poteva certo avere lo stesso valore di un anno di lavoro.
In tutti i casi ha disposto che per quell’unica prestazione il pensionato debba restituire all’Inps un intero mese di pensione.
