29 Marzo 2024
Per guardare siti porno servirà un documento
Cambierà il modo in cui si accede ai contenuti dei siti porno in Italia e il primo passo è la delibera pubblicata da AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni) lo scorso 25 marzo, con cui apre una consultazione pubblica per capire quale strumento adottare per la verifica della maggiore età degli utenti.
L’obiettivo è quello di proteggere i minori, coloro cioè che sono potenzialmente esposti a materiali inappropriati dichiarando semplicemente che sono maggiorenni; si ipotizza che con la richiesta di un documento sia possibile limitare l’accesso facile ai contenuti pornografici.
Con la delibera 61/24/Cons di AGCOM inizia quindi l’iter di regolamentazione della fruizione dei siti per adulti, partendo proprio dalla identificazione dell’età di chi vi accede, manovra già sperimentata in altri Paesi, come gli Stati Uniti, e i cui esiti non sempre sono stati positivi.
Lo stato della Louisiana ad esempio è stato il primo ad avere emanato una legge che impone la verifica dell’età per poter accedere a siti come Pornhub: in pratica prima di entrare, si viene indirizzati obbligatoriamente su una pagina governativa che chiede di fornire un documento di identità, utilizzando una procedura molto simile al nostro SPID.
Successivamente Mississippi, Virginia e Utah hanno seguito l’esempio, ma anche l’Inghilterra, la Germania e l’Australia si stanno attivando sul problema, pur con la consapevolezza che tentare di aggirare le barriere digitali non è poi così complesso come vogliono farci credere.