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27 Ottobre 2025

Per l’Inps è morto, revocata la pensione

Essere morti e non saperlo di per sé è bizzarro, ma essere morti, non saperlo e vedersi prosciugare il proprio conto corrente è kafkiano.

Enrico Casella è un pensionato di 64 anni di Ponte a Moriano, provincia di Lucca, che il 19 maggio è stato dichiarato morto (a sua insaputa) dall’Inps.

Enrico apprende della propria dipartita solo a ottobre, quando la moglie, cercando di pagare la spesa, si accorge di non avere credito sufficiente sul conto.

La signora (che ancora non sapeva di essere vedova) effettua così un prelievo al bancomat pensando a un errore della cassa del supermercato, ma l’esito è identico: mancanza di fondi.

Decide così di contattare la banca e lì la shoccante scoperta: il conto corrente cointestato con il marito con il marito Enrico è stato bloccato in seguito al (presunto) decesso del coniuge ed è pure stato svuotato dall’Inps che si è appropriata di presunte pensioni erogate erroneamente.

Insomma, una brutta faccenda contorta che fortunatamente è stata chiarita in una settimana.

Intanto Enrico non si è fatto prendere dalla disperazione, si è precipitato all’Ufficio anagrafe del comune di Lucca per farsi rilasciare un attestato di esistenza in vita, non tanto per sé stesso (visto che era ben consapevole di essere vivo e vegeto!), quanto per affrontare il labirinto burocratico che lo avrebbe atteso.

Ottenuto non senza qualche difficoltà un appuntamento presso la sede di Lucca dell’Inps, Enrico apprende che un suo omonimo, di un anno più vecchio, è effettivamente morto il 19 maggio in Basilicata e che qualcuno maldestramente ha scambiato la scheda e inserito il decesso nella sua pratica.

Oltre alle scuse, Enrico ha ricevuto un prezioso documento con la certificazione (decisamente noir) di Decesso non avvenuto, e nel giro di 24 ore ha pure riottenuto tutte la somma sparita sul suo conto.

Ma la via per la luce è ancora lunga e disseminata di ostacoli: Enrico dovrà riattivare tutte le domiciliazioni bancarie delle varie utenze, sincerarsi che non siano stato attivati pignoramenti o procedure contro gli eredi e, soprattutto, desidera fare causa per ottenere un risarcimento.

Ho potuto mangiare solo perché ho dei figli che mi hanno prestato i soldi – ha dichiarato Enrico – e ho potuto riavere i miei risparmi solo perché sono ancora giovane e attivo e mi sono subito adoperato per venirne a capo. Ma se avessi avuto 20 anni di più, come avrei fatto?”.

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