La sensazione la conosciamo tutti: la temperatura si abbassa e lo stimolo di urinare aumenta, indipendentemente dalla quantità di liquidi assunti.
Sul perché questo accade, i ricercatori della Bond University (Australia) hanno effettuato degli studi approfonditi, scoprendo che innanzitutto durante i mesi più freddi siamo meno attivi, siamo idratati ma sudiamo meno, e quindi la riserva dei nostri liquidi è maggiore e deve essere espulsa tramite l’urina.
Non è un caso che in estate, complici una maggior sudorazione e attività, il fenomeno scompaia quasi del tutto.
Subentra inoltre la cosiddetta diuresi fredda, ovvero un meccanismo di difesa del nostro corpo che cerca di proteggere gli organi interni dall’abbassamento della temperatura, trattenendo calore.
Al fine di evitare un’ipotermia, il corpo mette in atto la vasocostrizione periferica, restringendo così i vasi sanguigni di mani e piedi e concentrando il calore verso gli organi interni vitali.
In questa condizione particolare accade che la pressione sanguigna aumenta e i reni, in risposta, entrano in azione filtrando via l’acqua in eccesso e depositandola nella vescica.
Da qui lo stimolo a fare pipì, soprattutto se si resta per più tempo esposti alle basse temperature.
