La regista austriaca Florentina Holzinger è nota per le sue rappresentazioni teatrali fuori dal comune, provocatorie, disturbanti e spesso causa di malesseri fisici.
Con l’ultima opera Sancta, basata sul Sancta Susanna di Paul Hindemith degli anni 20, Holzinger ha raggiunti tutti i limiti del proibito, con scene dal vivo di sesso, attori che si fanno mettere dei piercing, e così tanto sangue sulla scena da costringere 18 spettatori a ricorrere a cure mediche per malori.
L’opera originale di Hindermith racconta la storia di una giovane suora che, in preda all’eccitazione per un racconto di una suora anziana del convento, si denuda, sale sull’altare e strappa il drappo che copre le nudità della statua del Cristo.
La suora poi si pente del suo gesto e chiede alle consorelle di murarla viva.
Nella rilettura di Florentina Holzinger andata in scena a Stoccarda, le suore sono nude, pattinano su una rampa mobile al centro del palcoscenico, un muro di corpi nudi crocifissi fa da sfondo, e una sacerdotessa lesbica dice la messa.
Come se non fosse stato sufficiente, la regista ha introdotto scene reali di sesso esplicito, operazioni di piercing agli attori e versamenti di sangue vario, sia finto che autentico.
«Per me una buona tecnica nella danza non è solo chi sa fare un perfetto tendu – dichiara poi al Guardian – ma anche chi sa urinare a comando».
A onor del vero va detto che non è la prima volta che Holzinger crea scompiglio in sala, visto che il suo cast, tutto al femminile, si esibisce quasi sempre parzialmente o completamente nudo e che nei suoi precedenti spettacoli si è assistito a ingoio di spade, tatuaggi, masturbazione e addirittura action painting con sangue ed escrementi.
Insomma, chi decide di andare alle sue rappresentazioni dovrebbe essere minimamente preparato.
Quando Sancta è andato in scena a Vienna, città natale di Florentina Holzinger, i vescovi di Salisburgo e Innsbruck hanno pesantemente criticato la regista per aver riprodotto in maniera irrispettosa la messa.
Lei ha risposto senza battere ciglio che l’intento non era prendersi gioco della Chiesa, bensì esplorare i parallelismi tra un’istituzione conservatrice e le comunità kink, e le pratiche erotiche Bdsm.
Svenuti in sala oppure no, le date rimanenti sono andate letteralmente esaurite, ma il portavoce dell’Opera Ebling avverte tutti di leggere ancora una volta molto attentamente le avvertenze, in modo da sapere cosa aspettarsi.
