10 Giugno 2020
Quando il gatto perde la pazienza
Paciosi, dormiglioni, giocherelloni, affettuosi, talvolta appiccicosi, ma quando la pazienza scappa, anche il più mite dei gatti diventa… una tigre!
Le liti tra gatti passano alla storia come le più pirotecniche: urla, soffi, balzi, ringhi e pellicce che si gonfiano a dismisura.
Insomma, anche in guerra il gatto si distingue.
Ma perché il micio improvvisamente scatta e si butta nella zuffa? E soprattutto, esiste un modo per prevenire questo comportamento e limitarne, se possibile, i danni?
La lite tra gatti è molto frequente quando si entra nel periodo degli accoppiamenti, ovvero quando i maschi diventano più aggressivi e competitivi: si tratta di conquistare una bella micia e il palio in gioco è troppo importante per battere in ritirata (cosa che può avvenire ma solo dopo una netta supremazia dell’avversario).
La mimica che accompagna la zuffa è piuttosto caratteristica: i due sfidanti inarcano la schiena, sollevano il pelo e gonfiano la coda, si fissano negli occhi e, come se danzassero, si muovono lentamente in attesa di sferrare il primo colpo.
Ma non è solo l’accoppiamento a far perdere la pazienza al gatto: esistono altri motivi come il possesso del cibo o di un gioco, la territorialità (i gatti ce l’hanno molto accentuata, e se un micio sconfina sono guai!) oppure l’arrivo di un nuovo gatto.
In questo ultimo caso al gatto che già abita in un determinato contesto, non resta che ristabilire la gerarchia non appena arriva un nuovo membro: questo non necessariamente sfocia in uno scontro a tutti gli effetti, talvolta è necessario un rituale che porta a chiarire i diversi ruoli all’interno del branco.
Il gatto mette sempre in atto un linguaggio ovviamente non verbale composto da atteggiamenti (attenzione alla posizione delle orecchie, ai movimenti della coda e degli occhi), vocalizzi (miagolii, sbuffi, soffi, urla e ringhi) e posture (rigidità, scatti, balzi, inarcamento della schiena), che deve metterci in allarme circa la possibilità o meno che si verifichi una zuffa.
E non pensate che siano solo i gatti maschi a litigare, anche le “signorine” sono bene agguerrite quando si tratta di respingere un maschio o di difendere una probabile nursery.
Il vero problema, se mai, è quando a litigare sono i gatti di uno stesso nucleo famigliare: in questo caso occorre andare a fondo della lite, individuandone la causa e tentare di porvi rimedio.
Spesso due gatti litigano per gelosia, per dominanza o per supremazia sessuale: separate le ciotole del cibo, le cucce, fate sempre sterilizzare i vostri pelosi per evitare cucciolate impreviste, prestate attenzione al gatto che diventa anziano (e che viene sopraffatto da quello più giovane) o al nuovo arrivato (che ribalta gli equilibri esistenti) e soprattutto non tentate di intervenire separando i due contendenti. Quasi spesso a rimetterci sareste voi, perché loro, alla fine, sanno quel che fanno.
Una lite raramente degenera in tragedia, al massimo uno dei due si ritrova con qualche cicatrice o i lembi delle orecchie ridotti, e l’unico essere che arriva a uccidere per una banale discussione è solo l’umano.