8 Dicembre 2023
Quando l’alito cattivo è indice di un problema di salute
Alito pesante o addirittura molesto? A chi non è mai capitato di stendere pure le margherite nel prato semplicemente aprendo bocca?
In genere si ha l’alito cattivo se non ci si lava i denti, se si ha appena bevuto il caffè, se la sera prima la cena è stata a base di aglio, cipolla o spezie, ma quando la situazione è ricorrente anche in condizioni di igiene dentale e alimentazione corrette, sarebbe bene approfondire.
Medici e dentisti incoraggiano spesso le persone a segnalare la propria e l’altrui alitosi, soprattutto in caso di cronicizzazione del problema, al fine di verificare la presenza di eventuali patologie in corso.
Ad esempio un odore dolciastro, simile a quello di una pera molto matura, potrebbe essere il segnale di chetoacidosi diabetica, e si verifica quando si sviluppa il diabete di tipo 1, ovvero quando il corpo non elabora correttamente lo zucchero per trasformarlo in energia, a causa della carenza di insulina.
Puzza di pesce è indice invece di un malfunzionamento renale, una condizione altrettanto pericolosa nella quale i reni non riescono a funzionare come dovrebbero, mentre un odore simile alla muffa potrebbe indicare la cirrosi, e quindi un danno al fegato.
Il vero problema di chi soffre di alitosi cronica, sottolineano i medici, è la mancanza di onestà dei familiari che li circondano che non suggeriscono un controllo specialistico, oltre alla reticenza di chi è conscio di avere l’alito che puzza ma che, per imbarazzo, non chiede aiuto.