Quante volte si deve evacuare in un giorno per mantenere uno stato di salute buono?
La frequenza di evacuazione e la consistenza delle feci sono state oggetto di una nuova ricerca che ha scoperto come irregolarità intestinale e rischio di sviluppare malattie croniche siano correlati.
La stitichezza e tutte le problematiche legate all’irregolarità intestinale dipendono da una serie di fattori, tra cui l’età, il sesso, l’alimentazione, l’idratazione, l’esercizio fisico, lo stress e perfino gli ormoni.
Fare attenzione a quante volte si va in bagno in un giorno è importante per capire se è in atto una qualche patologia e, in tutti i casi, per correggere il tiro in caso di anomalie e prevedere così il rischio di sviluppare malattie croniche, come l’insufficienza renale, i disturbi epatici e quelli gastrointestinali.
Pare inoltre che esista una correlazione tra diarrea, stitichezza e le patologie neurodegenerative.
I più importanti studi degli ultimi anni hanno dimostrato che il microbiota intestinale (ovvero quell’insieme di microorganismi che popolano il nostro intestino) svolge funzioni importantissime sin dalla nascita, agendo come uno scudo contro microbi pericolosi a protezione di apparato digerente, apparato cardiocircolatorio, e attività cerebrale, favorendo il corretto assorbimento di nutrienti e la corretta digestione degli alimenti.
Per il buon mantenimento del microbiota è quindi coinvolta anche la frequenza con cui si evacua: i ricercatori, dai dati raccolti, hanno scoperto che coloro che riportano una frequenza media di una o due evacuazioni quotidiane, presentano più batteri coinvolti nella fermentazione delle fibre alimentari e quindi sono più in salute.
Alla luce di questo, suggeriscono che andare in bagno una o due volte al giorno rappresenti il corretto ritmo per mantenere in salute il microbiota e prevenire così le malattie croniche.
