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Risarcito perché costretto a non fare nulla sul lavoro

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Ennesima vicenda paradossale, questa volta nel mondo delle banche.

Un dipendente del Credito Emiliano riceverà molto presto 500mila euro di risarcimento dopo che l’istituto per cui lavorava lo aveva demansionato, “costringendolo a non fare nulla”, e licenziato due volte in modo illegittimo, danneggiando reputazione e professionalità.

L’uomo, che ha fatto causa alla banca dopo 13 anni di vicissitudini varie, ha ottenuto il maxi risarcimento di fronte al Tribunale di Milano, che aveva comunque rilevato che non c’era stata prova di persecuzione, né vessazione.

Alcuni colleghi hanno confermato come il lavoratore per mesi non facesse nulla, visto che aveva una causa aperta con la banca: nessuno infatti ha mai più assegnato compiti o incarichi all’uomo, ledendo (come precisato dal suo legale) la sua dignità.

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