Attese infinite (87 giorni di media per prestazione), visite di base non prenotabili e costi spesso insostenibili (325 euro a prestazione nel privato): la Sanità italiana è forse la più ammalata di tutti?
Nel 2025 ben 13milioni e 600mila persone si sono trovate costrette loro malgrado a rinunciare ad almeno una prestazione medica, mentre 26milioni si sono rivolte al settore privato per non aspettare.
Ma non solo: 1,7 milioni di cittadini italiani sono dovuti ricorrere a prestiti per potersi curare.
Questi dati, emersi da un’indagine commissionata da facile.it all’istituto mUp Research e realizzata tra il 19 e il 23 gennaio 2026 su un campione di oltre mille persone tra i 18 e i 74 anni rappresentativo della popolazione nazionale, sono preoccupanti.
Chi può ricorre alla sanità privata, con costi importanti: la spesa media nel 2025 è stata di 325 euro a prestazione ma le cifre variano in base alla tipologia.
Si parte infatti dai 102 euro per esami del sangue di base per arrivare a superare i 700 euro per spese odontoiatriche.
Gli italiani che hanno potuto contare su un’assicurazione sanitaria sono il 23%, con differenze tra nord (28,9%), centro (25%) e sud Italia (15%).
Ma c’è anche chi, non disponendo delle risorse sufficienti o di un’assicurazione sanitaria privata, ha pensato al prestito pur di concedersi cure ed esami: nel 2025 circa 1,7 milioni di italiani hanno chiesto un prestito e sono stati erogati circa 1,4 miliardi di euro da società finanziarie per spese mediche.
A colpire evidentemente sono i numeri che riguardano coloro che hanno dovuto rinunciare a visite specialistiche (80%), a esami (52%), e persino a interventi chirurgici (16%), per tempi di attesa esageratamente lunghi (63%) e per costi della sanità privata come alternativa alla pubblica (62%).
Sì, la nostra Sanità non sta affatto bene.
