1 Maggio 2024
Scattare selfie in palestra è sintomo di malattia mentale
Ha un nome e sarebbe una vera e propria malattia mentale per cui le persone si sentono obbligate a pubblicare continuamente foto di sé stesse sui profili social.
La selfite, secondo gli psicologi che hanno pubblicato uno studio sull’International Journal of Mental Health and Addiction, riguarda molte più persone di quanto si possa immaginare, ma a essere le più colpite sarebbero le donne che amano farsi foto mentre fanno esercizio fisico.
Il primo livello di selfite (chiamato Selfitis Borderline) riguarda le persone che si fanno selfie più di 3 volte al giorno ma non li pubblicano sui social network, segue poi un secondo livello (Selfitis acuta) in cui le immagini vengono invece tutte postate e un terzo livello (Selfitis cronica), il più grave, in cui le persone sentono il bisogno incontrollabile di scattarsi foto per 24 ore al giorno e di postarle più di 6 volte al giorno.
Cosa si nasconde dietro questa nuova patologia?
Secondo gli psicologi coloro che soffrono di selfite sono perennemente in cerca di attenzione, sono privi di autostima e di fiducia in loro stessi, e provano la speranza di migliorare la loro posizione sociale facendo parte di un gruppo, pubblicando quindi costantemente immagini di loro stessi intenti a fare qualsiasi cosa.
La soluzione, secondo gli studiosi, esisterebbe e sta nel limitare la condivisione della propria vita privata alle sole persone appartenenti al mondo reale, tentando così di disintossicarsi giorno per giorno dalla dipendenza dal mondo virtuale.