Se il popolo ha fame che mangi cereali is the new se il popolo non ha più pane che mangi brioche, ma Gary Pilnick, CEO del noto brand di cereali Kellog’s che ha pronunciato la prima frase, non ha nulla a che vedere con la regina Antonietta, a cui da secoli viene erroneamente attribuita la seconda affermazione.
In tutti i casi la bufera che si è scatenata dopo le dichiarazioni di Pilnick durante un’intervista alla CNBC, è stata la naturale reazione a un tentativo (decisamente maldestro) del presidente della nota multinazionale di mettere in buona luce l’azienda in un momento in cui l’inflazione negli Stati Uniti galoppa minacciosa, pesando sui carrelli della spesa delle famiglie il 20% in più rispetto al 2021.
Pilnick pare non intendesse affatto fare dell’ironia, anzi tutt’altro!
Secondo lui la soluzione di mangiare cereali per cena risolverebbe in parte il bilancio familiare perché i cereali (Kellog’s, ça va sans dire) hanno prezzi convenienti e sono un’ottima soluzione quando i consumatori sono sotto pressione.
Peccato che il consumo di cereali come portata principale non rientri esattamente nelle linee guida per una sana alimentazione, a causa dell’elevato contenuto di zuccheri, e peccato soprattutto che, stando ai dati del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, il prezzo di cereali e prodotti da forno siano aumentati nel 2023 dell’8,4%.
Il CEO è stato criticato aspramente sia per la scarsa sensibilità mostrata verso le famiglie meno abbienti (mangiare cereali per cena è di tendenza, ora – avrebbe affermato), ma anche per la veridicità delle sue affermazioni: insomma, è decisamente scivolato sui cereali.
