12 Luglio 2024
Sempre più poveri gli stipendi degli italiani
Non è purtroppo una mera sensazione, ma un dato di fatto: secondo le stime Ocse, rispetto al 2019 i salari italiani si sono contratti del 6,9%, vale a dire, in soldoni, che guadagniamo in media 2mila euro in meno all’anno.
Nessuna economia avrebbe potuto fare di peggio, qualcuno ha già osservato, visto che in Europa ci sono alcuni Paesi come Ungheria e Polonia che hanno vissuto una crescita anche del 10% e perfino la Grecia, rispetto all’ultimo trimestre 2019, è cresciuta del 3,6%.
Francia e Olanda hanno recuperato il gap post crisi Covid e inflazione, così come Germania e Spagna, mentre Italia, Svezia e Repubblica Ceca in quel gap ancora ci navigano.
Se nel 2019 il salario medio italiano era di 32.710 euro, nel 2023 si è drammaticamente fermato a 30.844 (ma noi sappiamo che ci sono tanti lavoratori ben al di sotto di queste cifre).
E non è finita qui: secondo l’Ocse non ci sarebbero previsioni ottimistiche nei prossimi anni, nonostante i rinnovi di importanti contratti collettivi, soprattutto nel settore dei servizi.
La crescita dei salari, in buona sostanza, rimarrà contenuta anche nei prossimi due anni, con un aumento del 2,7% nel 2024 e del 2,5% nel 2025, ovvero aumenti significativamente inferiori a quelli della maggior parte degli altri Paesi oggetti di studio.