12 Gennaio 2024
Sentire orrori grammaticali causa stress
Pultroppo. Propio. Piuttosto che. Se avessi stato.
Vi stanno sanguinando le orecchie?
Uno studio dell’Università di Birmingham vi darebbe ragione!
Esiste infatti una correlazione tra errori grammaticali e stress che non solo è misurabile attraverso la HRV (Variabilità della Frequenza Cardiaca), ma che è espressione di una risposta naturale del nostro sistema nervoso simpatico (quello che si attiva, per intenderci, durante una minaccia o un pericolo con la risposta combatti o fuggi).
Gli studiosi dell’Università di Birmingham hanno dimostrato come il corpo entri nella modalità stress ogni volta che il soggetto sente una sequenza di strafalcioni, rendendo regolare il battito cardiaco (che in caso di relax è variabile): in breve, più una persona riconosce degli errori di grammatica nel suo interlocutore, più regolare diventa il suo battito cardiaco (e no, non è un bene in questo caso!).
Questo, che è un evidente segno di stress e di sforzo cognitivo che si riflette sul sistema fisiologico, può comunque essere impiegato come indicatore della conoscenza linguistica implicita, come precisato dalla professoressa Dagmar Divjak, dal professor Petar Milan e dal dottor Sui Sun, tra i responsabili della ricerca condotta alcuni anni fa.
La conoscenza della propria lingua di origine, come spiegano, è in gran parte implicita, ovvero non è stata inizialmente studiata e non richiede alcuna riflessione; questo significa che sarà difficile individuare cosa c’è di giusto o di sbagliato in una frase e spiegarne il perché, soprattutto se il soggetto non ha ricevuto una formazione adeguata. Ma è possibile valutarne comunque le capacità linguistiche (e la salute del cervello) sottoponendolo all’ascolto di un dialogo in cui vi sono diversi errori grammaticali. Il corpo risponderà con segnali di stress, aiutando così i ricercatori ad approfondire gli studi sul linguaggio.