Si vantava sui social di spendere anche 30mila euro in un solo giorno, tra massaggi, auto di lusso, acquisti nelle migliori gioiellerie della Versilia, esibendo quindi un tenore molto alto.
Ma questa voglia di apparire come il protagonista di una vita da favola non è sfuggita alla Guardia di Finanza che, a distanza di un anno da quei post, si è presentata alla sua porta.
Sono iniziati così i guai di un imprenditore che risultò essere stato, nel tempo, dipendente e rappresentante legale di un’associazione sportiva dilettantistica attiva nel settore delle palestre e destinata a una clientela particolarmente elitaria.
Dalle verifiche effettuate, sarebbe emerso un sistema di fatturazione articolato tra soggetti diversi e un uso illegittimo del regime fiscale agevolato riservato agli enti senza scopo di lucro.
Dalle ipotesi delle Fiamme Gialle, per nascondere l’attività speculativa l’uomo avrebbe creato così una seconda società che, attraverso il canone di locazione dei macchinari sportivi, avrebbe fatto uscire ingenti somme destinate invece alla palestra.
In breve sono risultati 376.963 euro di redditi non dichiarati e 101.854 euro di iva dovuta non versata.
L’associazione sportiva dilettantistica è stata quindi riconfigurata come impresa commerciale, perdendo le agevolazioni fiscali usufruite fino a ora.
