10 Febbraio 2025
Spiare le chat su whatsapp del partner è reato
Chi non ha mai avuto la tentazione di sbirciare con chi e quali messaggi il partner ha scambiato su whatsapp?
Tra il dire e il fare dovrebbe esserci di mezzo il rispetto, ma come sappiamo non sempre è così.
L’uomo ad esempio finito in tribunale per aver scaricato alcuni messaggi dal telefono della ex, giustificandosi con il fatto di conoscere il codice di sblocco perché lei stesso glielo aveva fornito, è stato condannato.
La Cassazione ha ritenuto infatti che ciò che ha commesso è reato e avere la password non autorizza in alcun modo a utilizzarla: all’uomo è stato riconosciuto l’accesso abusivo a sistema informatico e violazione di corrispondenza.
L’ultra sessantenne di Ravenna che invece spiava tutto ciò che entrava e usciva dal cellulare della moglie, è stato condannato a sei mesi di reclusione e al pagamento di un danno risarcitorio pari a 20mila euro.
I casi come questi finiti in Tribunale sono sempre più numerosi, ma, come ha affermato la Cassazione in un episodio analogo, “nessuno può avere la pretesa di perquisire i telefonini altrui per trovare prove di tradimenti”.
Perché poi, alla fine, è quello che si cerca: prove di tradimenti, foto inequivocabili, messaggi che dimostrino i sospetti.