L’intenzione era buona, ovvero quella di promuovere la sicurezza stradale sottolineando i comportamenti più pericolosi, ma il risultato è stato pessimo.
Tutti i ragazzi ingaggiati per raccontare che non ci si deve mettere alla guida dopo aver utilizzato droghe, o distraendosi con il cellulare, o pigiando il piede sull’acceleratore, sono infatti quasi sempre senza cintura di sicurezza, ed è per questo che la campagna del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è stata bloccata.
Il regista degli spot Daniele Falleri si dice rammaricato, mentre il MIT specifica che in tutti i casi nulla è andato in onda sulla tv e nemmeno ne è stata definita la programmazione.
Ma cosa succede nei 3 spot incriminati?
Nel primo una comitiva di ragazzi e ragazze entra in macchina e si passano uno spinello, nel secondo distraggono chi guida mostrandogli qualcosa sul cellulare e nel terzo decidono di buttarsi in una corsa a velocità molto elevata.
Nel corso del filmato ad un certo punto l’immagine si sdoppia: da una parte si vede il comportamento scorretto e il conseguente incidente, nell’altra si vede ad esempio il guidatore che rifiuta lo spinello, o che rifiuta di guardare il cellulare o che non accende nemmeno l’auto per fare la corsa folle, e l’esito di queste scelte è ovviamente positivo.
Chiosa finale: non fare la scelta giusta, fai l’unica scelta possibile (frase pronunciata dai tre testimonial Luca Capolunghi creator, Elisabetta Gregoraci conduttrice e infine l’ex pilota di Formula 1 Giancarlo Fisichella).
E tutto potrebbe sembrare estremamente educativo, peccato che i protagonisti dei filmati, in più di una inquadratura, non indossino la cintura di sicurezza.
Falleri ha specificato che verranno ovviamente apportate le modifiche agli spot affinché non vada perso l’unico vero obiettivo, sensibilizzare tutti ad adottare comportamenti corretti (primo tra tutti mettere la cintura di sicurezza).
