1 Luglio 2025
Stipendi, si potranno conoscere le buste paga dei colleghi
Con l’intento di contrastare la differenza salariale tra uomini e donne, la nuova direttiva europea che presto entrerà in vigore anche in Italia, consentirà di conoscere le buste paga dei colleghi di lavoro.
L’obbligo di trasparenza sarebbe stato pensato proprio per combattere il cosiddetto gender pay gap, ovvero quello spiacevole divario contributivo tra uomini e donne che, nell’Unione Europea, si attesta ancora al 12%.
Nonostante vi siano stati miglioramenti in tal senso rispetto agli anni passati, la differenza media nella paga oraria lorda tra uomini e donne (a parità di mansioni) è ancora inaccettabile: basti pensare che in Lettonia raggiunge il 19%, in Austria il 18,3%, in Germania tra il 17,6 e il 18,3%, mentre in Italia è al 2,2%.
Solo in Lussemburgo il divario è al contrario: qui sono le donne a guadagnare leggermente di più, ma questa è un’altra storia.
Con la direttiva europea approvata a maggio del 2023 ed entrata in vigore il 6 giugno dello stesso anno, viene introdotta una serie di obblighi per aumentare la trasparenza salariale e rafforzare il principio della parità retributiva tra uomini e donne per un lavoro, ovviamente, di pari valore.
Tutti gli Stati membri, Italia inclusa, dovranno adeguarvisi entro il 7 giugno 2026, data a partire della quale sarà obbligatorio per i datori di lavoro indicare la fascia salariale già nell’annuncio di lavoro o comunque in fase di primo colloquio.
Sarà altresì vietato chiedere ai candidati informazioni sulle precedenti remunerazioni e i lavoratori avranno il diritto di chiedere invece informazioni sul proprio livello retributivo e su quello dei colleghi che svolgono analoga mansione.
In caso di denuncia o di controversia, spetterà al datore di lavoro dimostrare che non è stata effettuata alcuna discriminazione e, nel caso, oltre alle sanzioni dovrà risarcire i dipendenti vittime del gender pay gap.