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Stop ai minori sui social

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Stop ai minori sui social, ai baby influencer e soprattutto ai genitori che li sfruttano: anche l’Italia, sull’esempio della Francia, potrebbe introdurre a breve una limitazione a uno dei fenomeni più preoccupanti che riguarda il web, quello della pubblicazione dei minori sulle piattaforme social network e della loro conseguente mercificazione.

Un largo fronte parlamentare che vede d’accordo Fratelli d’Italia, Partito Democratico e Azione, si sta impegnando per dare una regolamentazione definitiva alla presenza dei minori sui social e ai facili guadagni ottenuti con la loro esposizione sulle diverse piattaforme.

La bozza a cui stanno lavorando a più mani pare sia strutturata su sei articoli che prevedono ad esempio la verifica dell’utente da parte dei gestori delle piattaforme, l’annullamento di contratti con minori di 16 anni (ma con possibilità di abbassare la soglia a 15), e l’introduzione di un numero di emergenza infanzia per segnalare casi o sospetti casi di cyberpornografia e violenza sui minori.

Il DDL, depositato a Palazzo Madama, si intitola Disposizioni per la tutela dei minori nella dimensione digitale.

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