Si vestono da suore, coltivano la cannabis nella loro fattoria, preparano medicinali a base di marijuana e fumano spinelli come se non ci fosse un domani: le Hermanas del Valle, oltre a diffondere il vangelo dei poteri curativi della marija, puntano a rendere la cannabis legale, levando così il monopolio ai narcotrafficanti.
Per ora sono 5 le donne dell’organizzazione femminista che sono venute allo scoperto in Messico, rilasciando un’intervista in cui, oltre a dichiarare il loro obiettivo, sottolineano che consumano ciò che coltivano, perseguendo un attivismo mirato a sconfiggere la piaga del narcotraffico.
Il loro travestimento è ovviamente una provocazione che vuole fare leva sul cristianesimo, religione radicata in queste terre, e il gruppo internazionale a cui fanno capo è sorto nel 2014 in California, dove vanta numerose attiviste che si ribellano al sistema dei cartelli della droga.
“L’immagine di una suora che si fuma una canna – dice una di esse alle telecamere – è un atto di forte impatto mediatico e di profonda ribellione”.
Le suore della cannabis hanno un profilo Instagram su cui pubblicano i momenti della loro attività (@Hermanas Del Valle), tengono seminari e partecipano a tutti gli eventi legati alla cannabis; le vendite dei loro prodotti sono una minima parte rispetto a quelle delle loro sorelle statunitensi (stimate in 500mila dollari annui) e si aggirano intorno ai 10mila dollari all’anno.
