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Verona, mancano sacerdoti e reclutano donne

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La diocesi di Verona per far fronte alla mancanza di sacerdoti, ha deciso ultimamente di aprire le porte anche alle donne e ai laici che, come guide pastorali, saranno indirizzati alle parrocchie.

Un compito che non include la facoltà di dire Messa, sia ben chiaro, ma che prevede la possibilità di gestire la vita parrocchiale occupandosi della vita della comunità, della catechesi e dell’amministrazione generale.

A prendere questa decisione è stato il vescovo Domenico Pompili che ha ripensato la gestione delle parrocchie con l’integrazione di figure di supporto.

Le funzioni proprie dei parroci, dai sacramenti alla celebrazione delle Messe, resteranno affidate ai sacerdoti, che si dovranno dividere tra più parrocchie per ricoprire quei ruoli nei quali non possono essere sostituiti.

Già a Roma, nella parrocchia di San Stanislao, quartiere Cinecittà, per anni la diocesi è stata retta da un diacono insieme alla moglie e ai 4 figli, mentre in Alto Adige sono circa 500 i laici (uomini e donne) che si occupano delle liturgie pubbliche.

Il calo delle vocazioni ha colpito negli ultimi anni anche zone fortemente cattoliche: si tratta, osserva qualcuno, di un’epoca di cambiamento in cui si affacciano nuove sfide per le quali occorre molta creatività.

Ph. Ansa

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