Sullo sposarsi uno può anche rispettare il divieto, ma sul nascere e morire diventa quanto meno paradossale.
Il cartello apparso sulla porta del municipio di Caino in provincia di Brescia a firma del Sindaco Cesare Sambrici, non lascia spazio a fraintendimenti ma all’ironia sì:
“L’ufficio anagrafe resterà chiuso al pubblico dal giorno 12 marzo 2026 al giorno ???. È vietato nascere, morire, sposarsi e recarsi in questo ufficio per qualsiasi adempimento fino a data da destinarsi”.
La decisione della chiusura si è resa necessaria quando l’unica dipendente addetta al servizio ha comunicato che sarà assente dal lavoro per diversi mesi e per motivi personali, lasciando di fatto il municipio privo di personale con le giuste competenze per gestire le pratiche ordinarie.
E senza una figura qualificata, l’amministrazione comunale non può certo garantire l’attività di sportello.
Quel divieto di nascere, morire e sposarsi quindi non è del tutto campato in aria e la situazione si complica considerando l’avvicinarsi delle scadenze legate alle consultazioni referendarie, visto che l’ufficio anagrafe è coinvolto anche in diversi adempimenti legati al voto.
Il comune sta cercando di individuare soluzioni temporanee al problema, come la richiesta di collaborazione con altri enti locali e l’assunzione di personale sostitutivo, ma nel frattempo, fino a diversa comunicazione, se qualcuno deve nascere, morire o sposarsi, che aspetti.
