Video intervista

Robbie Williams: “XFactor? I concorrenti italiani sono migliori di quelli inglesi”

Intervistato da Tony & Ross a 105 Friends, l’istrionico Rock Dj ha promesso: “Ci rivedremo il 14 luglio a Verona!”.


In un momento storico in cui lo star system, complici i social network e i talent show, sembra mescolarsi alla vita vera perdendo fatalmente un po’ del suo fascino, l’arrivo negli studi di Radio 105 di Robbie Williams, un gigante del pop intrappolato nel corpo di in un eterno ragazzone di 42 anni dal passato turbolento, sorprende tutti.

Robbie è in gran forma e i due singoli che hanno anticipato la pubblicazione dell’album “Heavy Entertainment Show”, il muscolare “Party Like A Russian” e la dolcissima “Love My Life", sono grandi successi. Lo hanno incontrato in diretta Tony & Ross nel corso di una puntata speciale di 105 Friends.

Robbie, qual è il segreto della tua giovinezza?
“Un po’ di Botox”, ha detto Robbie con la sua consueta autoironia, “No, seriamente, ho voluto provare. Poi cerco di non andare a dormire tardi, di mangiare bene, di evitare lo zucchero. E voi (si rivolge a Tony & Ross, continuate ad assumere zucchero? E pasta, pizza, alcolici.. “.

Ti sei divertito a fare XFactor?
“E’ stato incredibile. Il teatro di XFactor è il più grande in Europa, la produzione è imponente e i concorrenti sono davvero pieni di talento e interessanti. Io amo XFactor UK, ma penso che i concorrenti in Italia siano migliori”.

Hai abbracciato Arisa?
“Sì, lei è divertente, è pazza. E credo che beva. E’ la tua ragazza Tony? Stareste bene insieme! So che Arisa fa anche dei dischi interessanti. Ma l’altra sera ho abbracciato di più Cattelan (il conduttore del programma, ndr) e mi sono trovato meglio con lui”.

Atterrato nei negozi di dischi in tre edizioni fisiche - Cd, vinile e Cd/Dvd - e in formato digitale, “Heavy Entertainment Show” è il nuovo album di Robbie Williams, 12esima fatica in studio dell’ex Take That nonché prima prova solistica per il colosso Columbia Records/Sony.

Dopo l’exploit di "Party Like a Russian", brano che saccheggia una porzione del “Romeo e Giulietta” del compositore russo Sergei Prokofiev, Robbie ha lanciato il nuovo singolo "Love My Life", canzone dedicata alla magia della paternità, e in particolare ai due figli che l’artista britannico ha avuto dalla moglie Ayda Field, la primogenita Theodora Rose e Charlton Valentine, arrivato nel 2014.

“Heavy Entertainment Show” è stato realizzato con l’aiuto il fedele produttore e hitmaker Guy Chambers, per intenderci, l’uomo dietro alla trionfale ascesa solistica di Mr. Williams negli anni Novanta, snocciola 11 tracce realizzate con la collaborazione di Rufus Wainwright, protagonista anche di un featuring in “Hotel Crazy“, ma anche di Brandon Flowers e dei suoi The Killers, di Ed Sheeran, dell’eclettico Stuart Price, della pluripremiata autrice Kara DioGuardi, di Benny Blanco, del britannico Gary Go e persino del compianto Serge Gainsbourg, pilastro della musica francese che il mondo intero conobbe alla fine degli anni Sessanta grazie al classico “Je t'aime... moi non plus” e che Robbie ha voluto campionare nella canzone d’apertura che dà il titolo al disco.

Robbie, qual è la vera ragione del titolo del tuo nuovo album “Heavy Entertainment Show”? Tu hai detto che Light Entertainment Show era il nome che si dava agli spettacoli televisivi che guardavi da bambino…
“Sul mio passaporto, alla voce professione, c’è scritto ‘Entertainer’”, ha detto, “Ma prima di essere un cantante, un autore di canzoni, sono un intrattenitore e la gente viene a sentirmi non tanto per la mia voce, ma per come li intrattengo.. Io prendo questa responsabilità molto seriamente.. ”.

Cosa provi quando sali sul palco?
“E’ un po’ come nella vita, a volte ti senti di buon umore oppure no. E’ una cosa molto spirituale, come una religione, a volte pensi ‘Se morissi adesso, sarei contento”, altre volte hai meno feeling ed è come lavorare. E’ un po’ come giocare a calcio, alcune volte sei felice altre sei più professionale.” In Italia però è tutto più facile perché il pubblico è molto partecipativo, passionale

A proposito del singolo “Party Like a Russian”, tu pensi che i russi sappiano divertirsi meglio degli altri?
“No, il signor Putin non è arrabbiato con me”, ha detto, “C’è molta gente in Inghilterra che ha scritto che lui sarebbe arrabbiato (per via del singolo “Party Like a Russian”, cioè “Festeggia come un russo”, ndr), ma io non voglio provocare nessuno, non ci sono significati particolari. Andrò in tour in Russia, spero di divertirmi. Io non alcun problema con Putin, spero lui non ce l’abbia con me”

E’ vero che avresti voluto interpretare James Bond? Noi ti avremmo visto bene in quel ruolo..
“Grazie davvero, questo è un gran del complimento, ma no, non lo farei mai.. Le riprese sono lunghissime, noiosissime. Io ho fatto dei video, le riprese normalmente durano uno o due giorni, quelle di James Bond almeno sei mesi. Io amo avere il pubblico davanti, amo la mia vita, amo la gratificazione istantanea che il pubblico sa darti. Ma se mi pagassero molto..”.

Come hai vissuto i cambiamenti dell’industria discografica e l’avvento dei social network?
“Recentemente è cambiato tutto. In Inghilterra oggi per ogni 100 streaming si vende in media 1 Cd fisico, nel mio caso il rapporto è 42 a 1. I miei fan comprano ancora i dischi e quindi io faccio fatica a decollare nella classifica dei singoli (che è esclusivamente digitale, ndr), mentre negli album va meglio.”

E’ vero che nel 2014 avevi deciso di lasciare la musica?
“Non l’ho detto a nessuno, ma è vero, ci ho pensato, ma era il 2006. Mi sono fatto ricoverare per disintossicarmi, ero molto depresso e pensavo solo ‘lavoro lavoro lavoro’, quindi ho smesso di lavorare, mi sono fatto crescere la barba, indossavo un caftano, bevevo, fumavo molta marijuana, ero ingrassato e non avevo più un lavoro.. e il cervello ha smesso di funzionare. Lì ho capito cosa significa ritirarsi dalle scene e ho capito che non fa per me, io ho bisogno di lavorare e di avere uno scopo”.

Il 14 luglio 2017 Robbie si esibirà a Verona.
Chi ama Robbie Williams, sa bene che il suo habitat naturale è il palcoscenico, da sempre teatro delle sue trasformazioni, ma anche fonte, in passato, delle sue paure più grandi.

Acqua passata: ritocchini a parte, peraltro dichiarati anche qui a Radio 105 con leggerezza, Robbie è pronto a tornare a dominare le folle negli stadi del Vecchio Continente con una lunga tournée che decollerà il 2 giugno 2017 a Manchester, nel Regno Unito, per poi toccare l’Italia, in un’unica data imperdibile, 14 luglio allo Stadio Bengodi di Verona. "Sai già come sarà lo show?”, gli abbiamo chiesto prima di salutarlo, “No, sarà una sorpresa. Anche per me..”. Il conto alla rovescia è cominciato.

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