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56 anni dalla strage del Vajont: i filmati originali

Il disastro avvenne il 9 ottobre del 1963 e segnò per sempre il nostro Paese.

9 Ottobre 2019

Erano le 22.39 del 9 ottobre 1963 quando nel neo-bacino idroelettrico artificiale del torrente Vajont, una zona a cavallo fra le regioni del Friuli e del Veneto, si consumò una delle tragedie che hanno segnato maggiormente il nostro Paese.

Il bacino del lago artificiale, nel comune di Erto e Casso (in provincia di Pordenone), era stato creato con la costruzione (tra il 1957 e il 1960) di una grande diga lungo il corso del torrente, per la produzione di energia. A quell’epoca, con i suoi 265 metri di altezza, era stata definita la diga più alta del mondo.

Ben presto boati, scosse sismiche e fratture nel terreno cominciarono a far percepire l’altissimo rischio per gli abitanti della vallata. Già nel 1960 si verificò una prima frana.

Poi in quella terribile notte del 9 ottobre 1963 avvenne la tragedia. Una frana gigantesca di più di 2 chilometri si staccò dal Monte Toc facendo crollare nel lago del Vajont una massa di circa 300 milioni di metri cubi di roccia e terra. Una gigantesca ondata di 48 milioni di metri cubi d’acqua si sollevò dal bacino, inondando e spazzando via in pochi minuti e con una forza devastante interi paesi. Erto, Longarone, Villanova e altri comuni adiacenti furono cancellati. Le vittime furono 1910, tra cui 487 erano bambini.

Da quel terribile giorno, che ha segnato per sempre il nostro Paese, sono passati 56 anni, ma il ricordo di quella catastrofe (che poteva essere evitata) è ancora doloroso.

(Credits photo: Facebook/promozionebellunoeprovincia)