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Una ricerca ci spiega perché i selfie sono poco realistici

Vi vedete diversi nei vostri selfie rispetto alla realtà? Ecco perché.

6 Agosto 2016

A chi non è mai capitato, dopo essersi scattato un selfie, di vedere il risultato e trovarsi leggermente diverso, per non dire deformato? “Oddio, sono così brutto/a?” pensiamo tra noi e noi, riguardando il selfie appena fatto. E così facciamo continui tentativi variando l’angolazione della fotocamera, cambiando espressioni, muovendo la testa. Tranquilli, se vedete la vostra immagine un po’ diversa da quella che invece vi appare allo specchio, non siete voi ad essere poco fotogenici, né tantomeno ad avere un’immagine distorta di voi stessi. C’è una riposta anche a questo e a fornirla è una ricerca svolta dalla Princeton University.

Effettivamente quando scattiamo dei selfie il naso appare più largo, la fronte sfuggente e le orecchie si rimpiccoliscono; la colpa è da attribuire però alla distanza ravvicinata della fotocamera rispetto al nostro viso. Lo capite bene se provate ad avvicinare ulteriormente lo smartphone al viso: i difetti sembrano, in tal caso, amplificarsi.

Partendo da tale constatazione, gli studiosi hanno così pensato ad una soluzione che corregga tali difetti. Si tratta di un’elaborazione dinamica che funziona per lo più in automatico: partendo da modelli di elaborazione 3d, questa va ad alterare leggermente volto e testa.  L’obiettivo è quello di ricreare una foto come se fosse stata scattata ad una distanza maggiore, oltre che con un’angolazione differente e, dunque, con alterazioni inferiori rispetto alla realtà.