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20 Giugno 2019

Yulin, torna l’incubo

Si riapre l’inferno di Yulin, quello durante il quale migliaia di cani vengono brutalmente torturati, scuoiati vivi e poi cucinati mentre ancora sono in agonia, lentamente, affinché le carni rimangano tenere e possano, secondo una assurda e non bene identificata tradizione popolare, abbassare la temperatura corporea, favorire il benessere, favorire la fortuna e aumentare il vigore sessuale di chi se ne ciba.

Yulin, nella regione autonoma di Guangxi Zhuang in Cina, ogni anno, durante il solstizio d’estate, si macchia del sangue di cani catturati per strada o sottratti ai loro padroni, nel disprezzo del mondo intero al quale è pressoché proibito assistere.

Grazie ai social, al tam tam mediatico, all’impegno di attivisti internazionali, questo orrendo massacro è diventato tristemente famoso, e nonostante continui a ripetersi, tanti sono i cani che sfuggono a una delle pratiche più aberranti realizzate dall’uomo.

David Acito è uno degli attivisti italiani più importanti, che non solo ha fondato la ONG Action Project Animal (http://www.actionprojectanimal.org) e, insieme alla stilista Elisabetta Franchi, Island Dog Village E.F., primo centro di recupero per i cani salvati dal Festival, ma è colui che durante la passata edizione è riuscito a portare in salvo 140 cani, dei quali 60 ospitati nel rifugio e tra questi ben 50 adottati in Europa.

Un numero ridicolo se si considera che le stime parlano di 10/15mila esemplari assassinati, ma importante per lanciare un messaggio: è possibile salvarli tutti, se solo ci fosse una maggior mobilitazione.

Visto il clamore provocato, da alcuni anni le autorità locali hanno preso le distanze dall’evento, chiudendo diversi mattatoi, ristoranti e mercati, mentre il Ministero della Sanità cinese ha affermato che ogni anno tra le 2.000 e le 3.000 persone muoiono per aver contratto la rabbia: tutto questo non è ancora servito a fermare lo svolgersi del festival, così come l’abitudine dei ristoratori di offrire nel menu la carne di cane.

David Acito ancora una volta torna tra gli inferi, pronto ad assistere a episodi cruenti e intollerabili, ma soprattutto determinato a salvare quanti più cani possibile.

Le fonti ufficiali dicono che sia già riuscito a mettere in salvo 62 esemplari, con la scorta di un’auto di attivisti locali per sfuggire ai controlli della polizia e con il supporto di veterinari volontari che si adoperano per mantenere in vita i casi più disperati.

Ma non è abbastanza, molti rimangono indietro, finiscono la loro vita bastonati e bolliti vivi ed è ora di fermare questo abominio.

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